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Gli Angioini

L'età Angioina si differenzia da quella sveva per un diverso modo di intendere i rapporti fra governanti e governati, e per l'affacciarsi nel Regno di quelle classi mercantili, soprattutto fiorentine, che se da un lato utilizzarono i nuovi paesi come colonie da cui trarre la materia prima, in particolar modo la lana, da inviare alle tessiture patrie, furono d'altro canto i primi iniziatori di una tradizione mercantile e semicapitalista nelle nostre terre. Basti pensare al notevole giro di affari e di interessi rivelato dal testamento di Francesco di Stasia Portinari in Melfi (11 Settembre 1373).

D'altronde è presente in Melfi una ben consistente colonia fiorentina insediatasi dalle nostre parti al seguito del potente Niccolò Acciaioli, e che è presente in tutta una serie di documenti di quel torno di tempo; dobbiamo peraltro constatare come questi insediamenti a livello spesso epidermico non riuscissero a determinare grossi salti qualitativi nella vita sociale e culturale della cittadina.

Anzi si assiste molto spesso al convivere in uno stesso luogo su due piani ben distinti e separati di diverse ideologie o tematiche di vita, per cui accanto allo splendore di Firenze ed alle nuove attività importate sono presenti i vecchi modi di vita o le vecchie forme di gestione della vita e della cultura.

Ed il fatto che accanto a questa nuova classe di fiorentini con un tenore di vita diverso dalla collettività locale, continui a porsi l'eterno problema del rapporto tra uomo e territorio. E certamente non depone a favore della prosperità e della ricchezza della collettività melfitana il fatto, come si desume da un inventario dei beni della chiesa vescovile e della chiesa di S. Pietro del 1390, che abbondino intorno alla città le terre incolte o deserte. D'altronde come spesso accade nella storia del mezzogiorno d'Italia questa prosperità è solo di tipo esclusivo e riservata alle classi dirigenti ed al feudatario. Nei vari passaggi, degli Acciaioli, Caracciolo e Doria, infatti solo raramente assume peso o determinazione la classe subalterna.

La storia del feudalesimo meridionale si differenzia da quello settentrionale per il diverso rapporto fra cittadini e potere regio centrale, rapporto diretto e non mediato. La stessa imposizione fiscale viene infatti curata direttamente da funzionari regi senza alcuna concessione al potere feudale intermedio, su cui anzi come per qualsiasi altro suddito si indirizzano ugualmente le richieste di corresponsione alla varie 'collecte'.


 


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