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Il Guiscardo

Figlio di Tancredi d'Altavilla, Roberto il Guiscardo (l'Astuto) venne in Italia nel 1040 circa e fu dapprima al servizio del principe longobardo di Capua. Nel 1052, chiamato dal fratello Unfredo, cominciò a conquistare la Calabria e ottenne una prima vittoria a Civita. In seguitò cambiò tattica preferendo venire a patti con le varie città, che sottrasse al dominio bizantino e alle ambizioni del principe di Salerno.

La sua azione fu interrotta dalla coalizione organizzata da papa Leone IX contro i normanni. I fratelli di Roberto, Unfredo e Riccardo, coalizzati sotto il suo comando, sconfissero gli avversari a Civita (1053) prendendo prigioniero lo stesso pontefice che poi liberarono dichiarandosi suoi vassalli. Alla morte del fratello Unfredo, non tenendo conto degli eredi, Roberto si fece riconoscere duca di Puglia (1057).

Nel concilio di Melfi (1059) fu investito da papa Niccolò II del ducato di Puglia, Calabria e Sicilia, benchè questi territori non fossero stati da lui completamente conquistati: la Calabria fu interamente sottomessa nel 1060, la conquista della Sicilia fu affidata al fratello Ruggero.

Continuando intanto la guerra contro i bizantini, nel 1071 il Guiscardo li cacciò definitivamente dall'Italia meridionale, in seguito passò alla conquista degli altri centri di resistenza, Amalfi e Salerno, che nel 1077 erano già nelle sue mani.

Costruito il suo stato, Roberto seppe rafforzarlo all'interno, vincendo le numerose ostilità da parte dei signori locali e delle città che non volevano perdere le loro autonomie. Sempre preoccupato della potenza bizantina che dominava l'Adriatico, nel 1081, contese Corfù ad Alessio Comneno e occupò Durazzo.

Interruppe la sua marcia su Costantinopoli per accorrere in aiuto a papa Gregorio VII, assediato in Roma da Enrico IV, e lo liberò conducendolo a Salerno (1084), poi riprese la sua lotta in Oriente, ma morì durante l'assedio di Cefalonia.


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